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Graziella Sgubin

PITTURA e SCULTURA
Bambini della Cambogia Tra i ruderi antichi Guizzano veloci piedi di bimbi Tra pietre di storia Raccontano il loro vivere. Occhi grandi Scuri Cercano i tuoi. Mani gia vecchie Colorate di sciarpe Adorne di perle Si tendono a te. Bambini fogli bianchi Già scritti con un colore scuro Scuro come gli occhi impenetrabili Tristi Senza sorriso Pronti al lavoro Sperando in un domani migliore. Ritorna il silenzio Svolazzano i fogli Come farfalle di un unico colore S’adagiano leggeri Silenziosi Negli angoli bui Dei ruderi antichi.   Graziella
A mia madre Vorrei  camminare assieme a te sentire il tuo passo uguale al mio che risuona  nella via deserta. Passi che raccontano i pensieri più nascosti lontani quasi dimenticati fra le pieghe del pensiero. Vorrei toccarti sfiorare i tuoi capelli crespi incolti e grigi capelli che han visto passare la tua vita tra  dita callose di mani che hanno accarezzato e asciugato lacrime innocenti. Vorrei risentire il tuo canto vedere quel sorriso un po' amaro che t'increspava le labbra, udire  ancora la tua voce e i rimproveri  inascoltati. La mia ombra accanto alla tua. Allungo la mano ti sfioro le dita incrocio il tuo sguardo fatto di parole non dette e mi allontano con te lungo la via del ricordo. Graziella 9 maggio 2012
La voce del vento Ti innalzi nell’aria e canti con la voce del vento. Racconti le storie dei vecchi memorie vissute e lacrime spese assieme ai sorrisi. Disperdi dall’alto saggezza.                                                       Graziella
Leggerezza     Non sento fatica Salendo la via Una brezza sottile mi rende leggera Mi sprona Mi mostra la strada sassosa. Non alzo lo sguardo Cammino veloce Sospinta da una gioia diversa La voglio vedere la meta Sentire fatica Arrivare lassù Dove il silenzio del monte Racconta la sua solitudine.                 Graziella
Oggi ho pianto Quell'ombra scura divide il tuo volto non vuol far vedere l'altra parte gioiosa ridente sulla tua pelle giovane di ragazzo. Cosa nascondi tra le crepe buie dei segni del tempo. Come lampi fastidiosi riemerge il tuo passato duro ostile vissuto al margine del tempo tracciato da altri. Voltati ritrovati cancella quel segno amaro sulla bocca di bambino. Ti guardo e ti rivedo svolazzante con il sole tra i riccioli biondi, e mi ritrovo muta lo sguardo lontano. Oggi ho pianto per te figlio mio. Graziella
Piume La tua carezza lieve come la piuma che ho raccolto sul prato dei tuoi avi mi sfiora leggera. La danza sinuosa del tuo corpo adorno di colori evoca gli antichi padri e li lasci liberi per me che ignara mi sento avvolta dalla brezza del loro spirito. E danzo con te su questo prato dove il corpo non esiste e la mente è vuota ci guarda solo quel raggio di sole dorato leggero come il tocco di una piuma. Graziella giugno 2013
 Sogno   (  New York) Son dentro la tua mano aggrappata alle tue dita, sicura mi affido al tuo volo. Portami in alto dove l'aria ti accarezza e la luce del sole ti riscalda dove il pensiero vola più veloce e mi porta da te. Che strana sensazione. Che dolce illusione provo guardando verso le piccole cose laggiù. Tutti i sogni e le paure svaniscono i giorni e le notti si ammantano di mistero come volessero darmi un messaggio nuovo i ricordi lambiscono la mente senza dolore. Son piccola cammino sulle tue dita come una libellula variopinta, gioco con l'aria, respiro la magia di questo momento felice. La tua dolcezza mi appoggia il mio sguardo ritrova la sua dimensione cerco la tua mano non la trovo le tue dita son lassù dove l'aria è diversa e il sogno più vivo.                                           Graziella                       gennaio  17/01/2013
Sospiri Ho sentito il respiro del tempo tra le mura spesse della casa le voci del passato i sentimenti i dolori di gente lontana. Timorosa la mia mano sfiora la soglia sento la tua presenza inseguo il tuo sguardo, cerca tra le stelle una via sconosciuta che la fantasia ricama come un ago sulla tela. Lo sento il tuo desiderio, vedo i tuoi sogni seguirti come ombre allungate e distorte. Seduta accanto a te sul gradino della casa l'odore della  stanchezza si perde nel sorriso stanco del tuo volto antico. Graziella                                                                                                    Giugno  2014
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